Corsi di leadership online o in presenza: quale formato scegliere

Scritto da:
Salvatore Errante
4 minuti di lettura

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Stai cercando un corso di leadership per i tuoi manager e la prima domanda che ti trovi ad affrontare riguarda il formato: online o in presenza? È la scelta da cui dipendono budget, agende e il numero di persone che riuscirai davvero a coinvolgere. Proprio per questo viene spesso affrontata come una questione organizzativa da risolvere in fretta.

In realtà è una domanda logistica solo in apparenza. Dietro la scelta tra un corso leadership online e un percorso in aula si nasconde una decisione molto più importante: il  tipo di cambiamento che vuoi generare nelle persone che guideranno i tuoi team. Perché i due formati rispondono a esigenze diverse, e sono più efficaci a seconda dell’obiettivo.


Quale formato scegliere per un corso di leadership

Il formato va scelto a partire dagli obiettivi del progetto, non dalla comodità organizzativa. La formazione online è preferibile quando i partecipanti sono distribuiti su aree geografiche diverse, quando i vincoli di budget e di trasferta sono stringenti o quando il team lavora completamente da remoto. La formazione in presenza è generalmente più efficace quando l’obiettivo è un cambiamento comportamentale reale, perché consente di osservare in diretta i comportamenti delle persone e di sperimentare concretamente ciò che viene appreso.

In InsideOut proponiamo entrambe le modalità e scegliamo il formato in base alle esigenze logistiche e agli obiettivi del progetto. Non esiste una risposta valida sempre: esiste una risposta valida per quel gruppo, in quel momento, con quell’obiettivo davanti..

Corso di Leadership per manager, online o in presenza

È meglio un corso di formazione online o da remoto?

Non esiste un formato migliore in assoluto, ma esiste una gerarchia: quando gli obiettivi lo consentono, la formazione in presenza rimane generalmente più efficace, perché garantisce maggiore velocità di apprendimento, coinvolgimento e memorabilità. La formazione online resta la scelta giusta quando i vincoli logistici ed economici sono determinanti: partecipanti distribuiti su aree geografiche diverse, costi di trasferta da contenere, team che lavorano completamente da remoto.

La formazione online ha conosciuto una forte diffusione durante il periodo Covid e oggi continua a essere utilizzata, seppure con un peso inferiore rispetto alla formazione in presenza. Quello che era nato come soluzione di emergenza è diventato una possibilità stabile nel catalogo di ogni progetto formativo. Ed è un’evoluzione positiva: significa poter contare su più strumenti e scegliere, di volta in volta, la modalità più adatta agli obiettivi, ai contenuti e alle persone coinvolte.

Il rischio, però, è trattare online e presenza come due varianti intercambiabili dello stesso prodotto, scegliendo semplicemente quella che costa meno o che si incastra meglio nel calendario. È proprio qui che un progetto formativo rischia di perdere efficacia ancora prima di cominciare: quando la modalità viene scelta per convenienza, anziché in funzione di ciò che le persone devono realmente imparare.

I vantaggi della formazione online: logistica ed economia

Il principale vantaggio della formazione online è di natura logistica ed economica. Il primo effetto, e il più immediato, riguarda i costi: si riducono le trasferte e le spese legate all’ organizzazione degli incontri. Per un’azienda con più sedi produttive o con una rete commerciale distribuita sul territorio, questa differenza può essere significativa.

Il secondo vantaggio riguarda la possibilità di ampliare la partecipazione. L’online permette di coinvolgere con facilità persone che lavorano e vivono in aree geografiche diverse, rendendo molto più semplice riunire in uno stesso percorso partecipanti distribuiti sul territorio nazionale. C’è poi un caso in cui l’online non rappresenta affatto un compromesso, ma la scelta più naturale: i team che lavorano completamente da remoto. Se le persone collaborano quotidianamente a distanza, allenarle a distanza ha una sua coerenza.

Online non significa passivo: cosa intendiamo per virtual class

Un corso di leadership online efficace non è un webinar. Gli incontri online sono generalmente brevi, indicativamente tre o quattro ore al massimo, e rivolti a gruppi relativamente piccoli. La formazione deve essere fortemente interattiva, costruita sul confronto, sull’esercitazione e sull’interazione tra tra partecipanti e trainer. L’obiettivo è creare un vero e proprio workshop virtuale, non trasferire sullo schermo una lezione virtuale pensata per l’aula. Dentro una virtual class trovano spazio attività in plenaria, debriefing, quiz game, simulazioni, esercitazioni, discussioni e momenti di confronto. La comunicazione resta bidirezionale: il trainer non si limita a trasmettere contenuti, ma coinvolge continuamente i partecipanti nel processo di apprendimento.

Per molti enti di formazione, i corsi online vengono ancora interpretati come un’esperienza prevalentemente unidirezionale, nella quale il trainer trasmette informazioni e il partecipante ascolta. Noi cerchiamo invece di sfruttare le possibilità offerte dall’online per costruire una vera esperienza interattiva, in cui le persone siano chiamate a partecipare, confrontarsi, sperimentare e riflettere.

Online non significa necessariamente passivo. La differenza sta nel modo in cui viene progettata l’esperienza formativa. Se il progetto è pensato bene, un incontro a distanza può essere molto più coinvolgente di una giornata in aula mal progettata.

Perché la formazione in presenza resta, quando possibile, più efficace

Quando gli obiettivi lo consentono, la formazione in presenza rimane generalmente più efficace. I motivi non sono di gusto o di abitudine, ma riguardano il modo in cui le persone imparano.

In presenza aumentano la velocità di apprendimento, il coinvolgimento e la memorabilità di ciò che si è vissuto. Aumenta la partecipazione e soprattutto cresce la possibilità, per il trainer e per il gruppo, di osservare i comportamenti, cogliere le dinamiche che emergono e sperimentare concretamente ciò che si sta apprendendo. C’è poi una dimensione più difficile da replicare a distanza: l’apprendimento sedimenta maggiormente sul piano emotivo. E quando l’obiettivo della formazione non è semplicemente acquisire conoscenze, ma modificare o allenare comportamenti, è proprio questa componente emotiva a rendere l’apprendimento più trasformativo e duraturo.

La formazione ottimale non vuole essere semplicemente trasmissione di contenuti, ma una sorta di palestra di allenamento, nella quale i partecipanti possano sperimentare, sbagliare, ricevere feedback e mettere in pratica nuovi comportamenti. Se il contenuto fosse tutto, basterebbe un libro. È l’esperienza che fa la differenza, ed è per questo che la formazione esperienziale occupa un posto centrale nel nostro modo di lavorare.

Metodologia del corso di leadership in presenza

C’è un elemento centrale nella metodologia di training: la possibilità di vedersi in azione. Non sempre siamo pienamente consapevoli dei nostri automatismi e dei meccanismi che guidano il nostro comportamento, e ancora meno siamo in grado di riconoscerli e descriverli con precisione. Non è un limite personale: è semplicemente il modo in cui funzioniamo. Molto di ciò che facciamo avviene in modo automatico, prima ancora che ne diventiamo consapevoli.

Un’esperienza pratica permette di agire, osservare ciò che accade, ricevere feedback, riconoscere i propri meccanismi, sviluppare consapevolezza e iniziare un processo di trasformazione. È una sequenza, non un contenuto.

In presenza, durante un’esercitazione, un manager può accorgersi di giudicare immediatamente le idee dei collaboratori prima ancora che finiscano la frase. Oppure di parlare pochissimo e poi decidere da solo, di interrompere e infine di non fare mai domande, perché è abituato a essere quello che le risposte le ha già. Nessuno di questi comportamenti compare in un questionario di autovalutazione, perché chi li mette in atto quasi sempre non se ne accorge. Questo tipo di consapevolezza è molto più difficile da sviluppare attraverso una semplice fruizione online. Ed è lo stesso motivo per cui saper fare non basta per guidare le persone: la competenza tecnica non porta con sé, automaticamente, la consapevolezza relazionale.

Perché un percorso di leadership ha bisogno di tempo 

Oltre al formato, c’è una seconda variabile che incide sull’esito di un progetto formativo: la sua durata. Determinati argomenti, soprattutto quelli legati alla leadership e al cambiamento comportamentale, richiedono tempo, pratica, interazione, confronto, feedback e sedimentazione. Sono sei condizioni diverse, e nessuna può essere compressa a piacere. Il feedback ha senso solo dopo che qualcuno ha avuto la possibilità di agire; la pratica richiede  più occasioni per consolidarsi; la sedimentazione, per definizione, avviene anche nel tempo che intercorre tra un incontro e l’altro. Per questo, quando l’obiettivo è generare un cambiamento reale nei comportamenti, una singola pillola formativa non sempre è sufficiente. Alcuni apprendimenti hanno bisogno di essere sperimentati, ripresi e consolidati nel tempo.

La ragione sta in quello che si sta davvero chiedendo alla formazione. Il manager che prende parte a un percorso non cerca soltanto una competenza tecnica o verticale: molto spesso sta cercando di generare un cambiamento organizzativo e comportamentale. Sono due obiettivi diversi e richiedono strumenti diversi. Una competenza verticale può essere trasferita in poche ore, perché si tratta di acquisire un contenuto che prima non si possedeva. Un comportamento, invece, va prima riconosciuto, poi messo in discussione e infine sostituito con un’alternativa più efficace: è un processo che ha bisogno di spazio e tempo per compiersi.

La formazione in presenza può facilitarlo, perché rende più semplice trasformare il contenuto in esperienza concreta. Su quando un formato breve funziona e quando invece no, abbiamo approfondito il tema parlando di formazione aziendale in pillole.

Il limite dei corsi con le AI

Ogni discussione sui formati formativi incrocia, prima o poi, la questione dell’intelligenza artificiale. L’AI può fornire informazioni, suggerimenti e contenuti, e lo fa molto bene. Ma informare non è la stessa cosa che allenare. La ragione è la stessa che rende poco efficace una formazione puramente fruitiva: spesso non sappiamo di non sapere. Difficilmente qualcuno chiederà  all’AI come smettere di interrompere i propri collaboratori, se non è consapevole di farlo. E proprio qui emerge uno dei limiti di un apprendimento basato esclusivamente sull’interazione con uno strumento: possiamo fare domande solo a partire da ciò che siamo già in grado di riconoscere.

L’idea chiave è questa: la formazione efficace non consiste soltanto nel sapere qualcosa, ma nel riuscire a vedere come ci comportiamo mentre la mettiamo in pratica. È una distinzione che vale per l’AI, per i webinar e per qualsiasi contenuto che si limiti a trasferire nozioni. Se ti interessa capire come questa logica si traduce in un percorso concreto, abbiamo raccolto alcuni esempi di corso di leadership per manager che mostrano come sono strutturati i nostri progetti.

Come scegliere un corso di leadership adatto, in pratica

La scelta di un corso dovrebbe partire da una sequenza molto semplice: prima l’obiettivo, poi la durata, infine il formato. Dobbiamo trasferire una competenza o allenare un comportamento? Quanto tempo richiede realmente quell’obiettivo? Solo a quel punto ha senso chiedersi se sia più efficace lavorare in presenza, online o attraverso una combinazione delle due modalità.

InsideOut è una società di formazione specializzata nello sviluppo dell’efficacia individuale e organizzativa. Accompagniamo manager e team leader nello sviluppo della propria leadership attraverso percorsi esperienziali, disponibili sia in presenza sia in virtual class. Non partiamo da un formato: costruiamo il percorso su misura, a partire da ciò che quel gruppo deve riuscire a fare in modo diverso.

Se stai valutando un percorso di leadership per i tuoi manager, puoi approfondire le tappe del nostro percorso, dagli stili di leadership al feedback oggettivo, fino al colloquio di coaching, e capire quale impostazione può essere più adatta alla tua organizzazione. Clicca, dai un’occhiata e scopri il percorso di Leadership InsideOut. Partiamo da lì per costruire il progetto più adatto al tuo team.

FAQ

Un corso di leadership online è efficace?

Sì, se è progettato come esperienza interattiva e non come lezione frontale. Nella nostra impostazione gli incontri online sono rivolti a gruppi piccoli, e includono simulazioni, esercitazioni, debriefing e discussioni. Quello che rende inefficace un corso online non è il canale, ma una progettazione unidirezionale.

Che cos’è la leadership?

Il termine viene dal verbo inglese to lead, che significa guidare, condurre, dirigere: la leadership è quindi la capacità di saper guidare un gruppo di persone. Nel mondo del lavoro il leader di un team è in grado di far raggiungere gli obiettivi di business, e per farlo li definisce, li comunica in modo efficace ed è capace di motivare i collaboratori. È importante ricordare che non si tratta di un elenco di qualità da spuntare: la leadership è una competenza che si manifesta attraverso azioni, decisioni e relazioni.

L’AI può sostituire un corso di leadership?

L’AI può fornire informazioni, suggerimenti e contenuti, ma non sostituisce l’esperienza concreta e il confronto umano. Le persone spesso non sanno di non sapere: per sviluppare consapevolezza serve confrontarsi con il proprio comportamento reale davanti ad altre persone.

 

 

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