
Le soft skills più importanti si allenano anche fuori dall’aula, attraverso il learning by doing.
Imparare quando non ce ne accorgiamo
Agosto è il mese delle valigie, delle partenze, dei ritorni tardivi, è il tempo delle abitudini che variano, delle giornate che si dilatano. Ma come cogliere davvero il potenziale formativo di questo periodo?
La formazione non avviene solo attraverso aule, presentazioni o corsi certificati. Le competenze che davvero fanno la differenza – come empatia, adattabilità, pensiero critico e ascolto – nascono spesso nei luoghi più inaspettati: durante un viaggio in treno, una partita di beach volley o una passeggiata in silenzio tra i boschi.
Molte delle soft skills che i leader ritengono fondamentali per il futuro del lavoro possono infatti essere sviluppate al meglio attraverso esperienze informali e contesti extra-professionali, che si dimostrano efficaci in quanto:
- coinvolgono emozioni reali
- mettono in gioco la nostra capacità di adattamento
- ci costringono a confrontarci con l’imprevisto
Questo articolo è un invito a riscoprire il valore della formazione esperienziale, ovvero di quell’apprendimento che avviene quando viviamo intensamente un’esperienza di vario genere. È una pratica che InsideOut promuove da sempre attraverso il learning by doing: perché è quando mettiamo in gioco noi stessi che impariamo davvero.
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Scarica la guidaViaggiare per allenare l’adattabilità
C’è una frase di Marcel Proust che recita: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”
Ogni viaggio, anche una semplice gita nel weekend, può essere un acceleratore di crescita personale. Il contatto con l’imprevisto, la gestione del tempo, il rapporto con culture diverse: questi elementi insegnano a essere più agili e consapevoli, ad attivare risorse interiori e aiutano a sviluppare alcune soft skills essenziali come:
- Adattabilità: cambiare programmi, gestire ritardi, affrontare situazioni nuove
- Empatia interculturale: comprendere logiche diverse, comunicare con altri codici
- Problem solving pratico: decidere con poche informazioni, trovare soluzioni creative
- Osservazione consapevole: vedere prima di giudicare, ascoltare prima di parlare
Sviluppare il pensiero critico facendo sport
Praticare sport, specialmente di squadra, è una palestra incredibile per il teamwork. E, contemporaneamente, anche per il pensiero strategico.
Lo sport, anche quello amatoriale praticato in vacanza, è infatti un allenatore eccellente, non solo di muscoli, ma anche di soft skills, ad esempio:
- Leadership situazionale: imparare a saper guidare o farsi guidare, a seconda del contesto
- Gestione emotiva: imparare a trasformare la frustrazione in concentrazione
- Recupero dopo una caduta: imparare a rialzarsi dopo una sconfitta e a formulare nuove strategie
- Focus mentale: imparare a restare concentrati sul processo, non solo sul risultato
Che si stia facendo rafting o yoga sulla spiaggia, ogni attività fisica è un laboratorio di crescita. Prestando attenzione a come ti comporti quando giochi, vinci o perdi, puoi imparare qualcosa di profondo sul tuo modo di affrontare la vita e il lavoro.
Il valore del silenzio e della lentezza
Non serve sempre fare. A volte si cresce restando fermi.
Il silenzio, quello autentico, senza distrazioni, è uno dei contesti più fertili per l’apprendimento profondo. Perché è nel vuoto che le intuizioni prendono forma, è nel rallentare che vediamo cosa ci sta davvero a cuore.
Come dimostrato da studi sul funzionamento del cervello, molte intuizioni nascono nei momenti di inattività apparente: quando camminiamo, siamo sotto la doccia o semplicemente stiamo in silenzio. È in questi spazi “vuoti” che il cervello collega informazioni in modo originale, stimolando creatività e nuove idee.
Ecco cosa può insegnarci il silenzio:
- Ascolto profondo: di sé e degli altri
- Consapevolezza emotiva: capire cosa ci attiva, cosa ci blocca
- Creatività intuitiva: lasciare che le connessioni emergano da sole
- Focus rinnovato: tagliare il rumore, tornare all’essenziale
Una camminata in montagna, un tramonto, una colazione da soli in terrazza: sono momenti di quiete che favoriscono l’introspezione, che rappresenta il primo passo della leadership autentica.
Accendere il talento anche sotto l’ombrellone
Chi ha detto che la crescita personale si ferma in ferie? I professionisti che si abituano a imparare ovunque hanno un vantaggio naturale: quello di trasformare ogni contesto in una risorsa.
Le aziende più evolute oggi investono nella cultura del lifelong learning non solo per ottenere risultati, ma per costruire identità professionali consapevoli, capaci di portare valore anche nei momenti più informali..
Come allenare il learning by doing anche in ferie
La prossima volta che sarai in viaggio, a fare sport o immerso nel silenzio, chiediti quindi: cosa sto apprendendo?
Ogni estate può diventare un acceleratore di crescita personale e professionale e per allenare le soft skills anche ad agosto basta solo cambiare prospettiva.
Ecco 5 pratiche semplici:
- Scrivi un diario delle intuizioni: ogni giorno, annota qualcosa che hai imparato da un gesto, un incontro, un’emozione.
- Osserva i tuoi automatismi: quando cambi ambiente, osserva cosa fai senza pensarci. E chiediti: perché lo faccio?
- Pratica l’ascolto attivo: durante una conversazione, limita al massimo il giudizio. Ascolta davvero.
- Sfida te stesso: fai qualcosa che normalmente eviti (es. parlare con uno sconosciuto, nuotare di notte, prendere una strada nuova).
- Rallenta: dedica un’ora senza stimoli digitali. Solo tu, un taccuino, il mondo.
Takeout:
- La formazione esperienziale è il modo più naturale per apprendere le soft skills
- Viaggi, sport e silenzi sono contesti di crescita spesso sottovalutati
- Il vero apprendimento parte dall’esperienza, ma si completa con la riflessione
InsideOut promuove esperienze immersive e personalizzate per accompagnare le persone a fare della vita intera una palestra di evoluzione.
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